Se dovessimo definire in sintesi il concetto di emergenza educativa, potremmo dire che essa consiste nel fatto che i paradigmi di comportamento, i valori correnti nella vita quotidiana, gli atteggiamenti diffusi verso la cosa pubblica e gli altri consociati si trovano sensibilmente al di sotto degli standard richiesti a una convivenza ordinata e solidale. Nel senso comune si è radicata la percezione che tale emergenza scaturisca dalla situazione di crisi nella quale versa il nostro sistema scolastico. Una crisi di orientamenti, una crisi di contenuti, una crisi che riguarda finanche le strutture. Tutto ciò è senz’altro vero. Ma si tratta di una lettura riduttiva e assolutamente insufficiente a comprendere la reale portata del fenomeno con il quale oggi siamo chiamati a misurarci. Da un punto di vista più complessivo, infatti, si deve prendere atto che, oltre al sistema scolastico, ad andare in crisi, talvolta fino a scomparire, sono state le varie “agenzie” educative che più o meno consapevolmente, fino a pochi decenni fa, contribuivano alla crescita e alla formazione del cittadino. Procedendo per macro categorie dobbiamo citare innanzitutto la famiglia, cellula sociale oggetto di una progressiva disgregazione, minata dall’interno dalla diffusione delle varie forme di “famiglia aperta”, dal numero sempre maggiore di figli monogenitoriali, e via di questo passo… Nessuno dei mali endemici del “sistema scuola” potrà essere affrontato con speranza di successo se all’interno dello stesso mondo scolastico non maturerà la consapevolezza della necessità di un cambiamento. Sarà difficile, ad esempio, metter mano alle politiche del personale, adeguare i livelli retributivi e innalzare gli standard qualitativi finché, in virtù di un’applicazione perversa del principio di autonomia, pur di giustificare il mantenimento di organici sproporzionati, gli istituti continueranno a cercare di attirare iscrizioni di massa attraverso una corsa al ribasso e l’indebolimento dell’offerta formativa».
con l'anteprima esclusiva del documento "Fides, Ratio, Scientia: il dibattito sull'evoluzionismo", di S.E.R Card. Christoph Von Schoenborn
a cura di Gaetano Quagliariello
€0,00
Nell’aprile del 2005, alla vigilia della sua ascesa al soglio pontificio, l’allora cardinale Joseph Ratzinger rivolse da Subiaco un invito affinché “anche chi non riesce a trovare la via dell’accettazione di Dio” cercasse comunque di “vivere e indirizzare la sua vita veluti si Deus daretur: come se Dio ci fosse”. Il primo incontro di Norcia, che si svolse nell’ottobre di quello stesso anno, dedicato al tema “Libertà e laicità”, volle essere una risposta immediata a quell’appello.
Questo volume raccoglie le Relazioni principali, del Presidente del Senato Marcello Pera e del Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini, e i testi degli interventi agli Incontri di Norcia 2005.
In apertura del volume è riportato il testo integrale del messaggio che Sua Santità Benedetto XVI ha inviato al presidente Marcello Pera e ai convegnisti in occasione del convegno.
Le violente reazioni scaturite dalle parole pronunciate da Benedetto XVI all’Università di Regensburg, le recenti aggressioni a religiosi cattolici in Italia e all’Estero, non sono altro che alcuni episodi che ci impongono con urgenza una seria riflessione sul ruolo della religione, cattolica e non, nello spazio pubblico, dal punto di vista dei credenti e soprattutto dei laici.