Governare l'Italia per le riforme delle istituzioni

Paper della Fondazione
Governare l'Italia per le riforme delle istituzioni
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Marzo 2008, pp. 73


Presentazione

L’andamento della XV legislatura, ma anche le criticità registratesi nelle due precedenti legislature mostrano con chiarezza, come la transizione istituzionale verso un modello di democrazia maggioritaria, o meglio decidente, dopo i decenni della democrazia consensuale, o meglio consociativa, è ancora gravemente incompiuta. La via maestra per porre rimedio a tale situazione è naturalmente riprendere il processo di revisione costituzionale bruscamente interrotto con la bocciatura della riforma approvata alla fine della XIV legislatura. In questa prospettiva, centrale è anche la revisione dei regolamenti parlamentari, avendo presente che la concreta configurazione della forma di governo può essere condizionata dai regolamenti in modo più sotterraneo ma assai più penetrante rispetto alle stesse previsioni costituzionali.

Le proposte qui di seguito elencate sono state elaborate per riaffermare la necessità di portare a compimento, in maniera più organica, le riforme costituzionali avviate dal centrodestra nel quinquennio 2001-2006 e per contribuire ad una maggiore incisività dell’azione governativa.

 
Federalismo

La riduzione dei compiti dei pubblici poteri e il ridimensionamento del “big government”, secondo un’istanza condivisa nel mondo occidentale dagli orientamenti politico-culturali di centro-destra, non equivale al tramonto dello Stato. Di fronte ai problemi del nuovo secolo, anzi, abbiamo bisogno di uno Stato più autorevole, anche se organizzato diversamente rispetto al passato. Infatti, di fronte a tematiche come la crisi ambientale, la evidente crisi dell’ordine pubblico, le migrazioni di massa, il confronto tra civiltà, il terrorismo fondamentalista, la necessità di contrastare la deindustrializzazione e la perdita di competitività del nostro Paese, il gravissimo problema energetico, c’è bisogno di un’Autorità pubblica efficiente, capace di decidere rapidamente, dotata di una forte legittimazione democratica.

Dobbiamo realizzare un federalismo autorevole ed efficiente. A tal fine è necessario:

a) rivedere la confusa elencazione di materie operata dall’art. 117 della Costituzione, stabilendo sulla base di criteri di razionalità amministrativa ed economica ciò che spetta allo Stato e ciò che invece deve essere affidato alle Regioni, in modo tale da superare l’attuale supplenza svolta dalla Corte costituzionale che è fonte di numerose incertezze operative e di ritardi, che sono un peso insopportabile per le nostre imprese;

b) eliminare le materie di competenza concorrente;

c) disporre con chiarezza sull’ammissibilità delle norme statali cedevoli da adottare in assenza di interventi normativi regionali, in modo tale da evitare vuoti e incertezze normative;

d) mettere finalmente mano alla riforma del bicameralismo in modo che l’attuale Senato diventi il luogo istituzionale del coordinamento tra Stato e Regioni, operando una preventiva risoluzione dei conflitti di competenza, ed evitando così che essi siano risolti solamente ex post, dopo lunghi tempi di incertezza, dalla Corte costituzionale.

 
Regolamenti Parlamentari

L’affermazione di una dinamica bipolare con alternanza fra le diverse coalizioni politiche, l’investitura diretta del premer nell’ambito delle elezioni politiche, hanno mutato profondamente il sistema. Peraltro, anche a causa del mancato adeguamento al nuovo contesto della Costituzione, alla forza politica del governo non corrispondono adeguati strumenti in grado di consentire l’attuazione del programma sulla base del quale ha ricevuto l’investitura popolare. Si assiste cioé ad una grave lesione del circuito della responsabilità (conferimento del potere, capacità di decisione, controllo e verifica dei risultati) che costituisce il nucleo essenziale di una democrazia governante.

La via maestra per porre rimedio a tale situazione è naturalmente riprendere il processo di revisione costituzionale (bruscamente interrotto con la bocciatura della riforma approvata alla fine della XIV legislatura).

Peraltro occorre non trascurare, come in tale prospettiva un ruolo decisivo possa essere svolto dai regolamenti parlamentari, i quali determinano la concreta configurazione della forma di governo in modo più sotterraneo ma assai più penetrante delle stesse previsioni costituzionali.

In quest’ottica, per garantire efficacia all’azione della maggioranza, appare necessario operare modifiche (cfr. Seconda Parte) per soddisfare le seguenti esigenze:

 
Rafforzare il Governo in Parlamento
Rafforzare l’opposizione in Parlamento

Superare la frammentazione dei Gruppi Parlamentari

 
Semplificazione normativa e Procedimento Amministrativo

Sebbene sia ormai frequentissimo attribuire il cattivo funzionamento della “cosa pubblica” e dell’azione di governo, intesa in senso ampio, alla frammentazione delle forze politiche ed al ruolo dei cd. piccoli partiti, esiste una patologia che si pone su un piano diverso. E che potrebbe dirsi persino più grave. Se non risolta, infatti, finisce per pregiudicare l’iniziativa di qualsiasi forma di Governo e di maggioranza parlamentare, più o meno solida, a base partitica più o meno grande.

Accanto alla frammentazione partitica, il Paese soffre visibilmente di una frammentazione istituzionale.

Vale a dire che le decisioni pubbliche, ancorché nell’immaginario collettivo e sul piano mediatico vengano fatte risalire dai più al Governo centrale, sono coinvolte (meglio sarebbe dire affogate) in una serie di poteri convergenti e divisi tra una serie di soggetti istituzionali: regioni, province, comuni, sovrintendenze, ATO, Asl, autorità indipendenti, società pubbliche, organizzazioni sindacali, associazioni di consumatori, magistratura penale, magistratura amministrativa, magistratura contabile.

L’esito di questo crogiuolo è in primo luogo la non decisione. In secondo luogo, l’impossibilità di fare la sintesi politica degli interessi in gioco. In terzo luogo, una grande incertezza, che notoriamente sconsiglia di investire nel nostro Paese. In quarto luogo, l’assenza di responsabilità politica: in questo mare di concertazioni, consultazioni, veti, espliciti o impliciti, intese, nulla osta, autorizzazioni e consensi, diventa impossibile stabilire chi ha assunto la “colpa” del mancato intervento e rimane sullo sfondo solo la responsabilità mediatica del Governo centrale, il quale talvolta finisce per avere solo la responsabilità senza alcun potere.

 
Appare quindi necessario:

modificare il sistema della conferenza di servizi e le disposizioni ad essa variamente collegate, prevedendo che l’amministrazione di livello più alto abbia il potere di assumere la decisione finale;

ridurre il fattore di blocco giurisdizionale. Quanto alla giustizia amministrativa, si potrebbe pensare ad introdurre una funzione consultiva affidata direttamente ai TAR (ad esempio, il TAR Lombardia rende funzione consultiva in Emilia Romagna e così via);

semplificazione normativa: in luogo del corso che è stato negli ultimi quindici anni e che ha prodotto norme su norme, finendo col complicare le cose, sarebbe necessario riscoprire una tecnica di normazione più meditata ed essenziale. Le amministrazioni non hanno bisogno di tante norme e di nuovi codici, ma di pochi e chiari principi, filtrati attraverso il contributo di regolamenti governativi meglio confezionati, di pareri preventivi più frequenti e più qualificati e di orientamenti amministrativi e decisioni amministrative chiare e, se serve, assunte ai vertici statali o regionali.

ridimensionare il fenomeno, ormai evidentemente “deviato” ed “impropriamente politico” delle autorità indipendenti. La loro celebrazione è pari solo alla misura del loro fallimento.

 

Indice

Scheda di sintesi
 
Le proposte
 
I. Federalismo
II. Regolamenti Parlamentari
III. Semplificazione normativa e Procedimento Amministrativo
 
Approfondimento:

Riforma dello Stato e riforma dell’Amministrazione

 
Il federalismo come esigenza del nostro tempo

Transizione incompiuta e modifiche dei regolamenti parlamentari

Il bisogno di semplificare
Amministrazione e dirigenza
 
Appendice
 

Proposta per la riforma dei Regolamenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica

Modificazioni del Regolamento della Camera dei Deputati
Modificazioni del Regolamento del Senato della Repubblica

Il Regolamento della Camera dei Deputati integrato con le proposte di modifica