Marzo 2008, pp. 48
Presentazione
1. Proposte relative alla Pubblica amministrazione e al rapporto con il contribuente
· Stabilire il principio della non retroattività delle norme tributarie: in modo da ridurre l’incertezza per l’attività imprenditoriale e impedire il ricorso alla leva tributaria per compensare ex-post la dinamica fuori controllo della spesa pubblica.
· Vincoli alla crescita della spesa primaria – almeno quella corrente - da stabilire nel DPEF.
· Riforma delle retribuzioni della PA,
limiti inderogabili alla contrattazione integrativa che dovrà essere finalizzata esclusivamente a premiare selettivamente efficienza produttiva e merito;
definire con precisione le materie demandate alla contrattazione collettiva e quelle riservate alle leggi dello Stato e ai Regolamenti governativi.
· Uniformare le prerogative dei rappresentanti sindacali del pubblico impiego a quelle del settore privato: abolire i distacchi retribuiti a carico della amministrazioni pubbliche.
· Ripristinare la figura del funzionario pubblico e la responsabilità del dirigente negli avanzamenti di carriera.
· Rigoroso blocco del turn over, nell’ordine del 50 % che genererebbe risparmi per circa 3,5 mld euro all’anno.
· Misure per accrescere la mobilità (rimozione di vincoli giuridici, meccanismi premiali di tipo monetario).
· Limiti al ricorso ai rapporti di lavoro precario nella PA.
2. Proposte di semplificazione tributaria
- Riforma della tassazioni sulle transazioni immobiliari.
· Riduzione dell’IRES: 5 punti in 5 anni. Garantire il mondo delle imprese attraverso una Legge che predetermini per ogni anno (per 5 anni) i ribassi, in modo tale da favorire gli investimenti di medio e lungo periodo, che così diventeranno più convenienti. Una simile operazione, se attuata subito, per legge, da un governo con maggioranza stabile, oltreché valere in termini strutturali, può avere immediata efficacia anche dal punto di vista congiunturale.
· Ridurre il tributo di registro sugli immobili all’1 % sul valore di mercato, per le vendite ordinarie e della metà per quella della prima casa, mentre si applicherà l’Iva per le vendite fra operatori commerciali. La perdita di gettito (circa 2 miliardi, 0,16% del Pil) verrebbe recuperata mediante la revisione dei valori catastali; poiché l’aumento di gettito dell’ICI che ne conseguirebbe affluisce ai Comuni, i trasferimenti dello Stato agli enti locali dovrebbero ridursi di conseguenza.
- Dimezzare aliquota fiscale e contributiva sulle retribuzioni delle ore straordinarie, d’intesa con il sindacato a livello nazionale e/o aziendale. La proposta è, tendenzialmente, a costo nullo, perché si aumenterebbero le ore di straordinario lavorate e per le imprese si accrescerebbe la produttività, il reddito e gli utili da tassare.
- Abolire l’IRAP e sostituire con:
addizionale all’imposta sul reddito lordo d’impresa per società e imprese personali;
contributo sanitario da destinare alle regioni (CSAR) da prelevare sul reddito da lavoro autonomo e sul costo del lavoro dipendente, che sarà detraibile dal reddito d’impresa. La detraibilità comporterebbe una perdita di gettito per lo Stato stimata, a regime, nell’ordine dello 0,27% del PIL.
3. Proposte di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico
· Realizzare la graduale dismissione del patrimonio immobiliare non strumentale degli Enti territoriali e degli Enti di Edilizia Residenziale Pubblica che ammontano nel complesso a 30-90 miliardi di euro, tramite il ricorso a Fondi immobiliari e/o operazioni di Cartolarizzazione.
· Fornire incentivi economici per indurre gli Enti a dismettere, nel qual caso i proventi delle dismissioni dovrebbero essere destinati a finanziare spese di investimento.
4. Proposte di dismissione delle partecipazioni pubbliche
· Lo Stato dovrebbe procedere a dismettere buona parte delle partecipazioni che ancora possiede:
società quotate (ENI,ENEL, Finmeccanica, Alitalia) che ammontano a 30 mld circa;
società non quotate , tra cui SACE, Poligrafico, CDP, ENAV,Poste, Rai,ANAS,Fintecna) con un valore di libro di circa 30 miliardi.
· Gli Enti locali devono essere disincentivati dal detenere partecipazioni in aziende anche se operano nel comparto dei servizi pubblici locali. L’ammontare di tali partecipazioni ammonta a oltre 7 miliardi in società quotate e 10 miliardi in società non quotate.
5. Proposte di liberalizzazione dei servizi pubblici locali
§ cedere le attività che i privati possono svolgere (farmacie, centrali del latte, cinema, parcheggi);
§ nei casi in cui si mantiene il regime concessorio (situazioni di monopolio naturale e di rete) obbligo di ricorrere a gara per affidamento della concessione (non affidamento diretto);
§ cessione delle partecipazioni detenute in società che erogano servizi pubblici.
Separazione effettiva (unbundling) fra gestori delle infrastrutture di rete e operatori. Le reti devono essere messe a disposizione di una pluralità di concorrenti in condizione di terzietà e non discriminazione.
Indice
Approfondimento:
produttività e sviluppo economico
Qualità delle leggi, decisioni di finanza pubblica e riforma della burocrazia
Riduzione ires e abolizione irap
Abolizione dell’imposta di registro sul trasferimento degli immobili
La finanza patrimoniale: ovvero come estrarre valore dal patrimonio pubblico
Proposta per la produttività del lavoro pubblico: ddl 1781 “Delega al Governo per la produttività del lavoro pubblico secondo principi di responsabilità, gerarchia e merito e per la valutazione della qualità dei servizi pubblici”.
