La Fondazione Magna Carta

La Fondazione Magna Carta - costituita nel 2004, riconosciuta personalità giuridica nel 2006, si propone quale struttura capace di elaborare concreti progetti, autonomi dalla politica ufficiale, finalizzati alla modernizzazione del Paese sul modello degli esempi anglosassoni di think-tank.

Magna Carta è una Fondazione dedicata alla ricerca e alla elaborazione di proposte di riforma in sei grandi aree tematiche: la riforma dello Stato, la politica estera, l’economia e il welfare, la biopolitica, l’educazione, la famiglia e l’integrazione e infine la ricerca e l’innovazione. A un comitato scientifico composto da eminenti personalità ed esperti riconosciuti è affidato il compito di elaborare testi e ipotesi di studio. A coordinare i lavori di ogni singolo ambito di ricerca è il Centro studi, organo tecnico e di elaborazione scientifica della Fondazione, al quale è anche demandato il ruolo di predisporre ricerche e proposte legislative veicolando all’esterno il lavoro di elaborazione svolto da Magna Carta.

Il riferimento culturale della Fondazione è al liberalismo conservatore espresso dalla tradizione anglosassone. L’idea di fondo racchiusa nella forza evocativa del nome "Magna Carta" sta nella possibilità di un approccio liberale che non sia pregiudizialmente ostile verso la modernizzazione ma che, al contempo, ritenga la tradizione un patrimonio da non disperdere. In Italia il termine “conservatore” è stato a lungo bandito perché considerato "politicamente scorretto", e solo di recente è stato rivalutato. Anche per questo si è verificato un paradosso: i fautori di un liberalismo di tipo conservatore sono coloro che stanno innovando più profondamente la cultura politica del Paese.

Intorno a Magna Carta si sono raccolte energie intellettuali che hanno interpretato la collaborazione con la Fondazione una scelta di libertà interiore che non pregiudica né un approccio critico, né tanto meno la libertà di pensiero. In un Paese nel quale durante il periodo repubblicano la cultura politicamente impegnata è stata a lungo monopolio di una parte sola, il formarsi, l’irrobustirsi, il durare di questa enclave non va considerato privo di significato. Magna Carta è nata nel 2004 e può considerarsi anche la conseguenza dello shock provocato dall’11 settembre; della necessità, cioè, di rinnovare la cultura politica alla luce delle fratture che da quel momento in poi hanno segnato il nuovo secolo. Possiamo affermare che questa tensione – più forte delle contingenze politiche, positive o negative che siano – non è andata dispersa. Essa resta alla base dell’attività di ricerca condotta su vari temi, come i nuovi contesti e i nuovi equilibri internazionali, la ristrutturazione delle politiche di welfare, la questione dell’identità e i processi di integrazione tra persone e culture, il politicizzarsi di problematiche che richiamano il significato della vita in tutti i suoi stadi e che per questo iniziamo a chiamare “biopolitica”. Tutte tematiche intorno alle quali si sono prodotti studi, approfondimenti, iniziative spesso connesse tra di loro che hanno consentito alla Fondazione di inscrivere la propria azione nel solco più profondo del tempo presente.

L’attività della Fondazione Magna Carta si caratterizza con precisi riferimenti culturali e “valoriali” ma è aperta a tutti coloro che, proveniendo da aree diverse, senza rinunciare alla loro identità siano disponibili ad un confronto leale. L’apertura, prima ancora che una pratica politica, è per Magna Carta un’attitudine culturale, testimoniata dalla varietà e dalla ricchezza dei nomi che compongono i cinque comitati permanenti relativi alle aree tematiche, attorno alle quali si sviluppa una parte dell’attività della Fondazione.

Magna Carta è tutto questo. E' una comunità che ha l’ambizione di proporre soluzioni ai problemi originati dal mutare della società, e con autorevolezza porle all’ordine del giorno del dibattito politico.