In ricordo di Victor Zaslavsky

 

Al carissimo amico Victor

Ti sentiamo ancora in mezzo a noi, caro Victor, perché non possiamo dimenticare la tua presenza in Fondazione, la tua riservatezza e i piacevoli modi gentili quando ti affacciavi, per partecipare ad una tavola rotonda o all'organizzazione di un progetto scientifico.
Abbiamo da te appreso che si può fare cultura sommessamente, senza clamori, con la convinta passione che deriva da un lungo lavoro di ricerca. E che questo lavoro può essere allo stesso tempo piacevole e fruttuoso per chi collabora con te e per le persone cui è indirizzato.
Sappiamo che il tuo impegno presso la Fondazione era legato anche ad una convinzione profonda e cioè che i risultati del lavoro culturale non possono essere consegnati soltanto ai libri ma anche diffusi e discussi direttamente con il pubblico.
Non hai mai avuto, caro Victor, nessuna remora a dare il tuo impegno per la Fondazione, perché credevi nell'importanza per la politica – quella degna di questo nome - del lavoro culturale. E così ci hai seguito e consigliato sin dalla nascita della Fondazione e per essa, nelle numerose iniziative cui hai partecipato, sei stato un autorevole e stimatissimo ambasciatore.
Ne siamo stati e siamo ancora oggi molto fieri, caro Victor, e ci auguriamo di riuscire a far proprio nei nostri comportamenti e nel nostro lavoro il magistero umano e intellettuale di cui sei stato generoso ed amato donatore.

Grazie, Victor.
 

 

      di Gaetano Quagliariello         di Giancarlo Loquenzi         di Mario Rimini         di Antonio Carioti  

 

 

 

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Mi sento davvero esterrefatto

Mi sento davvero esterrefatto di come, per l'ennesima volta, la morte si presenti cinica e subdola davanti all'uomo senza distinguere l'essere valoroso nelle azioni, aperto e brillante nelle idee, concreto negli ideali, dall'essere passivo, ignorante, sconclusionato, anche per cause a lui non imputabili. Muore chi è diventato il re del POP, Michael Jackson. Muore chi è stato un re fra i presentatori, Mike Bongiorno. Muore Patrick Swayze, l'idolo del film "Ghost". Muore Robert Enke, portiere di calcio tedesco. Muore il Knight Bachelor, Bobby Robson. Muore la famosa scrittrice Susanna Agnelli. Muore Don Gianni Baget Bozzo. Muore il direttore sportivo Candido Cannavò. Muore Oreste Lionello, celebre cabarettista italiano. Muore Giacomo Bulgarelli, calciatore italiano. Accanto a costoro, scomparsi tutti nel 2009 assieme a tantissimi altri "eroi", c'è anche chi, nella storia umana, non si è distinto affatto. Muore chi è stata semplicemente mia cognata. Muore chi è stata semplicemente mia suocera. Muore chi è stato semplicemente mio marito o mia moglie. Muore chi è stato semplicemente mio figlio. Muore il barista accanto. Muore la vittima di un pestaggio. Muore chi si trovava nella stazione di Viareggio al momento della famosa esplosione. In una categoria intermedia fra queste due c'è Eluana Englaro, la cui morte cerebrale non le ha permesso di coltivare valori e ideali nè di lottare per qualcosa e, perciò, non può rientrare in nessuno dei due casi precedenti. Forse, fra non molto, andrò a farle compagnia anch'io. Ebbene, tutti sono morti, tutti muoiono di giorno in giorno, tutti moriranno prima o poi. La morte non ha fretta, aspetta con calma. Non ho mai conosciuto da vicino il Prof. Victor Zaslavsky, sebbene ne ricordi la fisionomia. Ho anche avuto modo di farmi immortalare assieme a lui in una fotografia, che tengo molto cara e che ho peraltro pubblicato sul mio profilo di Facebook, ma sono fiero ed orgoglioso di averlo avuto come docente al corso di formazione del 2008. Sono d'accordo con chi dice che "lo Stato siamo noi" perchè solo tutti quanti assieme con il nostro piccolo contributo possiamo farlo andare avanti, e lui la sua parte l'ha fatta. Il suo contributo è stato davvero grande per me e per gli altri magnacartini, e ciò vale a qualificarlo, a mio modesto avviso, nella prima categoria, cioè quella delle persone che si sono distinte nella storia umana. Pieralfonso
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