
Percorsi costituzionali. Quadrimestrale di Diritti e Libertà
La rivista Percorsi costituzionali è nata per iniziativa di un gruppo di costituzionalisti che opera all’interno della Fondazione Magna Carta, proprio nell’anno in cui si celebrava il sessantennio della Costituzione italiana.
Riflette un’epoca in cui il costituzionalismo internazionale è attraversato da spinte innovative, quali il processo di costituzionalizzazione europea, e dal definitivo consolidamento delle transizioni democratiche in ordinamenti dei diversi continenti. Si è quindi deciso di intraprendere nuovi “percorsi costituzionali” per ridiscutere le trasformazioni e le transizioni costituzionali.
Un approccio liberale incentrato sul ruolo essenziale dei diritti di libertà – non condizionati dall’egalitarismo – che contrasti il conservatorismo istituzionale, il corporativismo contrabbandato per pluralismo e lo sviluppo che ostacola la sussidiarietà a favore dell’individuo. La rivista, diretta da Giuseppe de Vergottini, articolata in fascicoli monotematici si apre al contributo di studiosi stranieri partecipando al dibattito che vivifica la comunità scientifica internazionale.
La Rivista ha dunque una duplice ambizione: rappresentare una sede di riflessione sulla transizione costituzionale italiana e contribuire allo sviluppo di una proficua integrazione fra profilo nazionale e comparato. Una sintesi di riflessione dottrinale contemporanea, dibattito aperto sulle riforme realizzate, precluse, promesse e necessarie.
Percorsi costituzionali, numero 1/2011: "Rappresentare e governare"

Ci sono tanti sistemi elettorali nel mondo; anzi, ogni Paese ha il suo. È come se in materia elettorale ci fosse una sovranità assoluta esercitata attraverso l'individuazione di un proprio sistema elettorale che non copia e riproduce modelli altrui. Si pensi alla Francia del doppio turno, alla Gran Bretagna dell’uninominale, alla Germania della clausola di sbarramento, alla Spagna dei collegi provinciali ristretti. Anche l'Italia ha senz'altro diritto ad avere un suo sistema elettorale, e non mancano le soluzioni. A cominciare dal ripristino del sistema maggioritario per il 75% dei seggi e proporzionale per il restante 25%, senza scorpori o altre fantasie normative. L'importante è che sia un sistema elettorale finalizzato a favorire il formarsi di una maggioranza e un governo, scelto e legittimato attraverso il voto degli elettori.
Tratto da L'editoriale di Tommaso Edoardo Frosini
Percorsi costituzionali, numeri 2-3/2010: "Giustizia costituzionale e politica"

La decisione di volere dedicare questo fascicolo di Percorsi al delicato tema dei rapporti fra la politica e la Corte costituzionale, nasce da un’esigenza teorica nonché istituzionale. Che non è affatto quella di volere disvelare a tutti i costi natura e attività “politica” della Corte, ma piuttosto di contestualizzare la funzione della giustizia costituzionale nell’ambito della forma di governo. Esercizio teorico questo, praticato in anni ormai lontani (come non ricordare il convegno su “Corte costituzionale e forma di governo” a inizi anni Ottanta?) e da qualche tempo in parte accantonato, anche perché lo studio sul giudizio di costituzionalità delle leggi si è insistentemente concentrato sulla esegesi fin troppo analitica della giurisprudenza, sulle tecniche decisorie, sulla procedura dei ricorsi e dei giudizi. Rischiandosi così di compiere una sorta di trasformazione verso un “diritto processuale costituzionale” in luogo della “giustizia costituzionale”, il cui obiettivo può sembrare quello di volere giurisdizionalizzare al massimo un organo che ha invece un’innegabile legittimazione di tipo politico...
L'editoriale di Giuseppe de Vergottini e Tommaso Edoardo Frosini
Sul mito della Corte costituzionale "in-politica"
Percorsi costituzionali, numero 1/2010: "Attualità delle libertà costituzionali"

Non è compito di queste brevi note introduttive ripercorrere l'itinerario attraverso il quale, a partire dalle più antiche dichiarazioni dei diritti, si è andato solidificando il rapporto tra il costituzionalismo ed i valori di libertà che qualificano l'esperienza costituzionale europea e che costituiscono parte integrante del suo patrimonio comune. Né occorre dar conto delle diverse declinazioni che questo nesso ha conosciuto sotto il profilo concettuale: ci si riferisce, in particolare, al resoconto giusnaturalistico sulla funzione essenzialemente ricognitiva delle dichiarazioni costituzionali rispetto al "naturale" stato di libertà dell'uomo, oppure alla variante semplificata d'oltreoceano della collocazione delle libertà nella categoria dell'"ovvio", ossia di ciò che è riscontrabile nella sua immediata e razionale evidenza...
Tratto da L'editoriale di Roberto Nania
Percorsi costituzionali, numero 3/2009: "La Costituzione economica, oggi"

È vero che tra le costituzioni vigenti non esistono casi di identità salvo le rarissime ipotesi di adozione di costituzioni altrui. Pure è esatta l’osservazione che alcuni modelli parziali sono stati ripresi o ricopiati e ciò è avvenuto anche per quella parte dei testi costituzionali che compongono la costituzione economica. Un siffatto fenomeno di ricopiatura non è potuto avvenire per le disposizioni economiche della Carta italiana dacché esse costituiscono un unicum irripetuto e fuori dagli schemi, il quale, già per questa sola ragione, appare meritevole di un studio approfondito...
L'editoriale di Achille Chiappetti
Un ritorno al passato per la futura costituzione economica
Percorsi costituzionali, numero 2/2009: "Dove va la Magistratura?"

Che la nostra sia una “repubblica giuridificata” (come sostiene il saggio di Luciano Violante, qui pubblicato) è vero da molti punti di vista. Non solo nel senso che giuristi (magistrati, avvocati, docenti di diritto) sono collocati in varie posizioni di potere pubblico, ma anche nel senso che le questioni di ordine giuridico e giudiziario presentano nel nostro Paese un ruolo e un peso ormai dominante. Beninteso, il fenomeno non riguarda solo il nostro Paese. In tutte le democrazie occidentali, la magistratura e l’attività giudiziaria hanno conquistato uno spazio e un’importanza che non sono contingenti. È chiaro a qualunque osservatore che, ormai, nei processi di produzione normativa, e nei meccanismi di governo delle società complesse, il “posto”della giurisprudenza è quasi superiore a quello della legislazione democraticamente legittimata...
L'editoriale di Nicolò Zanon
Il diritto costituzionale, la magistratura e la giustizia, oggi: una riflessione
Percorsi costituzionali, numero 1/2009: "Per l'Italia: quali riforme"

Il primo numero del 2009 è dedicato al tema delle riforme istituzionali, ormai sempre più al centro del dibattito politico. Ad un anno dall'inizio della XVI Legislatura l'auspicio è che questa possa finalmente essere capace di imprimere una storica svolta ed archiviare la lunga e tormentata transizione politica italiana. In tal senso la fine del multipartitismo esasperato e la nascita di due grandi partiti unitari abbia semplificato di molto il quadro politico, creando le condizioni per un primo importante passo verso l'affermazione di un bipolarismo responsabile.
L'editoriale di Ginevra Cerrina Ferroni e Ida Nicotra
Per L'Italia, una nuova Costituzione
Percorsi costituzionali, numeri 2-3/2008: "Identità e Costituzione"

Il secondo numero della rivista è dedicato al rapporto, diventato sempre più difficile e complesso, tra identità e l'insieme delle leggi che governano uno Stato. Infatti nel mondo d’oggi l’identità è divenuta problematica. In primo luogo, perché, come viene spesso osservato, non è più percepita come un dato “naturale” ma come una creazione culturale o comunque come un dato problematico, modificabile nel corso dell’esistenza, o come oggetto di una scelta. In secondo luogo, perché è divenuto sempre più difficile mantenere l’equilibrio tra le due facce dell’identità collettiva, quella che lega e crea coesione e quella che distrugge e crea conflitto.
L'editoriale di Giovanni Pitruzzella
Il Costituzionalismo del XXI Secolo e la sfida delle identità
Percorsi costituzionali, numero 1/2008: "Libertà e sicurezza"

Il primo numero della Rivista è dedicato al tema “Libertà e sicurezza” alla luce del dilemma sempre più attuale tra tutela della sicurezza e rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti. Una questione antica alla quale la rivista però vuole cercare di offrire un contributo di riflessione quanto mai attuale, considerando come punto di parte tutte quelle minacce ed aggressioni che sempre di più oggi impongono misure di protezione, che alla fine rischiano di alterare la normalità costituzionale.
L'editoriale di Giuseppe de Vergottini
Perché per iniziare l’attività di una nuova rivista giuridica si è scelto il tema libertà/sicurezza
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