Con l’approssimarsi del 150° anniversario dell’Unità d’Italia sono cominciate le celebrazioni che ci condurranno alla festa nazionale del 17 marzo 2011. La Fondazione Magna Carta ha scelto di dedicare il suo evento istituzionale più prestigioso, la "Lettura Annuale", ai 150 anni della Repubblica. Con una lectio magistralis dello storico Roberto Vivarelli, autore di puntuali studi sulla nostra Storia unitaria.
A dieci anni dalla scomparsa la necessità di stabilire la verità oltre ogni nemesi della storia.
Che non siamo, non ci sentiamo una nazione, è certo ma non dimentichiamo che gli ‘altri’—e soprattutto le grandi democrazie occidentali—continuano, nonostante tutto, a essere e a sentirsi tali e che, nei consessi internazionali, soprattutto durante le crisi economiche e a fronte dei fenomeni legati alla globalizzazione, difendono, eccome! i loro interessi e i loro valori.
L’Italia compie 150 anni. Sarà per colpa della calura estiva e del deficit di notizie in circolazione, ma i giornali, giornalisti annessi, sembra se ne siano accorti solo ora. Noi compresi. È bastato un articolo ben argomentato del “solito” Galli della Loggia sul Corriere di qualche giorno fa per far risvegliare tutti sull’argomento, storici e politologi, politici e gente comune.
Fiamma Nirenstein, parlamentare del Pdl, dalle colonne de Il Giornale lancia il suo allarme per un ritorno del razzismo contro gli ebrei legato alla diffusione dell'Islam antisemita.
Attraverso tre snodi - critica della modernità, sostegno al principio gerarchico interno, difesa dell'unità partitica dei cattolici - è possibile comprendere la peculiarità del rapporto di Giuseppe Siri con il quadro politico del suo tempo.
Va detto. In Italia è esistito un antifascismo «storico», che si è sviluppato dai primi anni Venti fino alla guerra di liberazione, e un antifascismo «ideologico», che a partire dagli anni Sessanta è giunto fino ai nostri anni e che continua a costituire una risorsa ideologica a cui certi ambienti politici e culturali non sanno rinunziare.
La coincidenza tra Stato e società, la legittimazione reciproca tra le forze politiche, la trasformazione dei nemici in avversari è avvenuta attraverso un assestamento del sistema politico dalla parte del centrodestra, anziché sulla sinistra come Aldo Moro aveva previsto. Lo si deve alla capacità degli uomini ma anche al cambiamento dei tempi.
Vi proponiamo il testo dell'intervento del prof. Gaetano Quagliariello nel corso di "Politica e storia", la giornata di studi in onore di Piero Craveri organizzata presso l'università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
In occasione della presentazione dell'ultimo volume
di Gaetano Quagliariello Gaetano Salvemini,
vi proponiamo l'intervento di Simona Colarizi.
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