A guardare come sono andate le cose negli ultimi giorni tra Israele e gli Stati Uniti, si può dire che il processo di pace iniziato a Oslo nel 1993 è morto e sepolto. Lo stato ebraico ne esce indebolito sul piano internazionale, ma Netanyahu va avanti lo stesso.
L'intervento del vicedirettore di Panorama, Mario Sechi, alla presentazione del libro "Scritti italiani" di David A. Harris, direttore esecutivo dell'American Jewish Committee.
Lo scambio avvenuto ieri tra Israele ed Hezbollah è un grande fallimento strategico per la civiltà giudaico-cristiana. Con questo scambio il terrorismo islamico prende in giro i principi morali e le buone intenzioni del nostro mondo.
Olmert ha concordato un vergognoso scambio con Hezbollah cedendo pericolosi terroristi in cambio dei due soldati rapiti, Eldad Regev e Ehud Goldwasser, per cui aveva fatto una guerra.
Se il diritto di Israele ad avere confini difendibili è stato ultimamente riconosciuto dall’amministrazione Bush, sfortunatamente però l’argomento è stato largamente trascurato in molti recenti discorsi pubblici sulla pacificazione mediorientale, che pongono l’accento sulle mire territoriali dei palestinesi, ma che raramente danno ugual peso ai diritti israeliani a lungo termine e alle esigenze difensive.