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La crisi dell’università non è una prerogativa italiana. Viene da lontano. Per lo meno dagli anni Sessanta, anche se negli ultimi decenni si è aggravata e ci si è allontanati dal trovarle una soluzione. E' necessario dare agli atenei la massima libertà possibile, controllando con rigore ma a monte il loro operato.
L’Italia non è un Paese per giovani. Uno su tre, in media, non ha un lavoro. Così indica l’ultimo bollettino pubblicato dall’Istat, il primo marzo del 2011. Con "WeThink", il progetto aperto alle fondazioni italiane dalla Luiss Guido Carli, abbiamo pensato di fare qualcosa per cambiare le cose.
Del fallimento del multiculturalismo parliamo con Javier Zarzalejos, direttore dell’Area Constituzionale e Istituzionale di FAES, Fundaciòn para el anàlisis y los estudios sociales, la fondazione presieduta dall'ex premier Josè Maria Aznar. Insieme a FAES, la Fondazione Magna Carta ha organizzato una giornata di studi sul tema.
La riforma Gelmini ha tracciato una strada maestra per invertire la rotta nel mondo universitario italiano: la valutazione delle università; il merito e, quindi, il finanziamento proporzionale ai risultati conseguiti; la concorrenza fra i diversi atenei e anche all'interno delle medesime strutture.
E’ troppo tempo che l’Università italiana ha bisogno di una cura incisiva ed efficace. È troppo tempo che il mondo accademico aspetta una riforma capace di restituirgli il prestigio perduto. È troppo tempo che gli studenti bravi e meritevoli non hanno più la possibilità di frequentare istituzioni competitive rispetto al resto dell’Europa e del mondo. Aderisci all'appello dei docenti universitari che sostengono il disegno di legge Gelmini. Scrivi a r.delsanto@magna-carta.it
Un buon sistema di valutazione è soltanto quello che restaura un confronto culturale all'interno della comunità universitaria sui contenuti e sulla qualità della ricerca e della didattica.
Per qualificare l'università servono il numero chiuso, un'effettiva selezione per l'ammissione, sussidi e incentivi per favorire i meritevoli privi di adeguati mezzi economici.
Il disegno di legge sull'Università costituirà una salutare medicina per varie patologie che in questo ventennio hanno afflitto i nostri atenei.
La carriera di un Ricercatore dovrebbe essere scandita dal “merito”, ma giudicato su quale metro?
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