Magna Carta non rinuncia alla sua missione di indirizzo e di elaborazione politica e culturale del centrodestra. Lo fa raccogliendo al Tempio di Adriano di Roma un gruppo di esponenti del mondo politico, accademico, sindacale e dell'associazionismo, convinti che il dibattito elettorale non potrà prescindere dai principi della tradizione nazionale. Quei principi che, sgombrando il tavolo da ogni tentazione tecnocratica, segnano la differenza di visione tra gli schieramenti in campo per le prossime elezioni. (Leggi gli interventi di Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi e di Eugenia Roccella)
In America i think tank sono luoghi dove nascono le proposte politiche. In Italia, il più delle volte, sono centri di potere a sostegno di questa o quella corrente, che non riescono ad influenzare la politica perché sono loro stessi ad esserne influenzati. In questo modo, però, essa continuerà inevitabilmente ad essere povera di contenuti e incapace di offrire risposte valide ai problemi della modernità. Ciò vale particolarmente, oggi, per il centrodestra.
Venerdì 18 gennaio alle ore 16, presso il Tempio di Adriano in Piazza di Pietra a Roma, si terrà un incontro dal titolo "Tradizione, valori, politiche sociali nell'agenda di governo", promosso dalla fondazione Magna Carta. Introducono Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella e Maurizio Sacconi, conclude il segretario del PdL Angelino Alfano.
Ripartire dal Nord-Est per declinare il concetto di sviluppo contro l’idea declinista ai tempi della crisi. E’ l’appello lanciato dall’ex ministro Maurizio Sacconi promotore dell’Associazione Magna Carta Nord-Est, inaugurata oggi a Trebaseleghe, in provincia di Padova. Perché, spiega Gaetano Quagliariello presidente onorario della Fondazione Magna Carta, “il Nord Est è un esempio, un paradigma dal punto di vista dei valori per fondare la crescita non solo sull’economia, ma su radici più profonde”.
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Diamo il via ad una serie di articoli, traduzioni ed approfondimenti che provano ad esplorare la fattibilità di un ripensamento del Mediterraneo, a metà tra passato e futuro, realismo e sforzo visionario, ambizione politica ed interesse economico.
Del fallimento del multiculturalismo parliamo con Javier Zarzalejos, direttore dell’Area Constituzionale e Istituzionale di FAES, Fundaciòn para el anàlisis y los estudios sociales, la fondazione presieduta dall'ex premier Josè Maria Aznar. Insieme a FAES, la Fondazione Magna Carta ha organizzato una giornata di studi sul tema.
Poco più di dieci anni fa, nel marzo del 2002, usciva il primo numero di Ventunesimo Secolo. Una rivista nata da un'esperienza concreta, all'interno del Centro studi sulle transizioni della Luiss Guido Carli, fondato nel 2000 e animato da Victor Zaslavsky fino alla sua morte. Quando giunse alla Luiss, Victor era già il sociologo che aveva indagato le cause che avrebbero portato all'implosione dell'Unione Sovietica... (Due giorni di studi per ricordare Victor Zaslavsky)
“I conti a destra”. Messo giù così sembrerebbe lo slogan di un redde rationem tra Pdl e Fli. In realtà è esattamente l’opposto, qualcosa di molto più alto, qualcosa da tenere al riparo dalle strumentalizzazioni, i tatticismi parlamentari, le risse di una politica di basso cabotaggio, dove spesso i personalismi prevalgono sulle idee.
L’insegnamento filosofico, nel suo essere educazione liberale, è possibile solo se la saggezza non viene separata dalla moderazione: «la filosofia deve stare in guardia contro il desiderio di essere edificante – la filosofia può essere solo intrinsecamente edificante».
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