Anche quest’anno, dal 4 Settembre, torna la Summer School, la scuola di alta formazione politica organizzata da Magna Carta in partnership con la fondazione Italia Protagonista. Saranno sei giornate intense, fatte di lezioni, incontri, dibattiti, su tematiche cruciali per il futuro dell’Italia. Tutto questo nella cornice di Villa Tuscolana a Frascati, che accoglierà i nostri studenti per una lunga, seria, ma non seriosa, settimana di settembre. Vi presentiamo il Programma della edizione 2011.
“I conti a destra”. Messo giù così sembrerebbe lo slogan di un redde rationem tra Pdl e Fli. In realtà è esattamente l’opposto, qualcosa di molto più alto, qualcosa da tenere al riparo dalle strumentalizzazioni, i tatticismi parlamentari, le risse di una politica di basso cabotaggio, dove spesso i personalismi prevalgono sulle idee.
Il 18 aprile del 1861 il giovane parlamento italiano vive il suo primo vero momento di tensione. Si dibatte sul destino dei garibaldini, se inquadrarli nell’esercito regolare o rispedirli a casa con una pacca sulla spalla e un compenso simbolico. La sala di palazzo Carignano, a Torino, è percorsa da un’insolita agitazione.
La riforma Gelmini ha tracciato una strada maestra per invertire la rotta nel mondo universitario italiano: la valutazione delle università; il merito e, quindi, il finanziamento proporzionale ai risultati conseguiti; la concorrenza fra i diversi atenei e anche all'interno delle medesime strutture.
Non condividiamo il Manifesto di Ottobre presentato il 26 ottobre scorso a Milano da un gruppo di intellettuali della destra "futurista" e dell'ex sinistra comunista perché confonde l'immaginazione con la realtà.
Il Discorso di apertura del Presidente di Magna Carta alla "Lettura Annuale" della Fondazione. Leggi anche "Non è colpa del Risorgimento se l'Italia è un Paese diviso"
Il libro di Raimondo Cubeddu su Strauss è importante ed è sperabile che non solo gli addetti ai lavori ne discutano, ma anche chi si occupa di cultura e politica, perché investe un tema, quello della modernità, di cui da noi si discute tanto e confusamente.
Vogliamo cogliere in profondità la frattura sempre più lacerante tra la sinistra e il mondo dei moderati, non su astratte fumisterie ma sui temi concreti che investono l'esistenza dei cittadini: l'assetto socio-economico del Paese, il rapporto tra Stato e società, la famiglia, l'educazione, la giustizia, il confine tra la vita e la morte, la difesa della vita.
Non si può pretendere di avere principi di fondo differenti, stare in gruppi parlamentari diversi e poi alloggiare nello stesso partito, magari con incarichi di responsabilità. Se ciò accadesse, allora avrebbe ragione Gianfranco Fini: il PdL cesserebbe di esistere. Occorre al contrario uno sforzo di chiarezza ideale. Così diciamo a Fini: non si può stare al governo e all’opposizione.
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