Magna Carta non rinuncia alla sua missione di indirizzo e di elaborazione politica e culturale del centrodestra. Lo fa raccogliendo al Tempio di Adriano di Roma un gruppo di esponenti del mondo politico, accademico, sindacale e dell'associazionismo, convinti che il dibattito elettorale non potrà prescindere dai principi della tradizione nazionale. Quei principi che, sgombrando il tavolo da ogni tentazione tecnocratica, segnano la differenza di visione tra gli schieramenti in campo per le prossime elezioni. (Leggi gli interventi di Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi e di Eugenia Roccella)
L'Associazione Magna Carta Verona in collaborazione con l'Associazione Coordinamento Adriatico ha presentato il volume "Fenomenologia di una macro-regione: La questione giuliana dall'Età moderna alla Macro Regione contemporanea". Una sintesi dell'incontro avvenuto presso la Camera dei deputati.
"Due diverse e opposte visioni del Risorgimento, due diversi concetti di nazione che potremmo chiamare la nazione di Mazzini e la nazione di Cavour". Con queste parole - pronunciate il 6 novembre scorso alla "Lettura Annuale" della fondazione Magna Carta - lo storico Roberto Vivarelli sintetizzava la sua lezione magistrale dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia.
Internet sta cambiando il modo in cui si conducono le campagne elettorali, e quindi come i politici devono costruire il consenso e la loro credibilità in Rete. Pubblichiamo un'analisi sulla vasta offerta di strumenti informatici che il Web 2.0 mette a disposizione del ‘politico-comunicatore’ del terzo millennio.
Signore e signori, ladies and gentlemen, dear friends of the Magna Carta Foundation, molte grazie. Thank you for inviting me to Rome. It is great to be here in this beautiful city which for many centuries was the capital and the centre of Europe’s Judeo-Christian culture. Together with Jerusalem and Athens, Rome is the cradle of our Western civilization – the most advanced and superior civilization the world has ever known.
Il fallimento del multiculturalismo e la necessità di un cambiamento in chiave democratica dei regimi mediorientali costituiscono due questioni decisive del nostro tempo a cui Magna Carta ha dedicato, sin dalla sua nascita, una parte rilevante delle proprie attività di ricerca, attraverso conferenze, seminari e pubblicazioni.
Nell’Europa d'oggi, una gestione coordinata dell’immigrazione che scardini quella clandestina e metta fine alla tratta degli esseri umani, è urgente. Occorre perciò rafforzare la gestione delle frontiere esterne e sviluppare politiche di controllo frontaliero coerenti con quelle doganali e preventive sul fronte della sicurezza. Anche l'azione di Frontex, l'agenzia Ue per il controllo delle frontiere, va completamente ripensata.
Per capire il lento cammino dei Balcani occidentali verso l'Unione Europea e i recenti sviluppi macroeconomici della regione bisogna operare un'ampia e approfondita analisi storica del quadro politico in cui operarono i paesi ex-comunisti dell’Europa orientale e dell’ex-Jugoslavia, comunista titiana e post-comunista durante il periodo bellico all'inizio degli anni '90. D'altronde il "passato è solo il prologo".
Una buona politica estera dovrebbe avere consapevolezza dei propri valori e dei propri interessi e saperli combinare nel migliore dei modi. Raramente essi potranno sovrapporsi ma non dovremo perdere di vista né gli uni né gli altri. Le rivoluzioni che hanno sconvolto il nordafrica e i paesi arabi mettono l'Italia davanti a questa esigenza, che è anche una necessità.
Due millenni fa i cristiani hanno cominciato ad essere martirizzati e discriminati. Ma oggi i massacri e le violenze nei confronti delle comunità cristiane nel mondo sono aumentate. E gravemente, di molto. Ecco la mappa delle persecuzioni.
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