Democrazia e sicurezza internazionale

L'attacco terroristico dell'11 Settembre 2001, tragico atto di sfida al mondo occidentale, ha messo in luce tutta l'inadeguatezza dei paradigmi e dei modelli interpretativi adottati dalle scuole di politica estera sino ad allora prevalenti in Europa e negli Stati Uniti. Da allora, come si dice spesso, il nostro mondo non è più stato quello di prima. La necessità di una rinnovata concezione della realtà internazionale ha spinto fMC ad avanzare nuove proposte e chiavi di lettura, d'intesa con il movimento neoconservatore americano. Nella consapevolezza che pace, sicurezza e sviluppo non possono esistere senza democrazia, libertà e rispetto dei diritti umani.

Al Qaeda – Next Generation

di Roberto Santoro

Sono giovani e invisibili. “Occidentali” anche se odiano l’Occidente. E’ la nuova leadership del Terrore.

I neoconservatori sono tornati perché l'America ha bisogno ancora di loro

di David Margolick

Il neoconservatorismo era dato per morto, “sepolto nelle sabbie irachene”. Però continua a esistere, non soltanto ispirando la politica estera del Partito repubblicano ma anche – come affermano i suoi sostenitori – nelle scelte di Obama.

Soft Decadence. Il ritiro di Obama

di Abe Greenwald

Il Presidente Obama ha rinverdito le teorie sul "soft power" del politologo Joseph Nye, ma adesso l'America è più debole.

La NATO siamo noi

di Alessandro Marrone

Terrorismo, guerra cibernetica, pirateria, sicurezza energetica, sono le nuove minacce con cui la NATO deve fare i conti. Insieme all'Afghanistan, la prima missione di combattimento condotta e al di fuori dell’area transatlantica.

South Caucasus: The Status Quo Is Curbing The Potential Of The Region

Interview with Emiliano Stornelli by Leyla Tagiyeva

In the South Caucasus, like elsewhere in the post-Soviet space, Russia is striving to reassert its standing as the dominant power. However, by quitting the CST in 1999, Baku and Tbilisi clearly rejected to be part of any Russian sphere of influence; while Armenia?s strong ties to Moscow and membership in CSTO are mostly due to the ?mechanics? of the still unsolved conflict with Azerbaijan over Nagorno-Karabakh. (News.Az)

Gloria alla Polonia e alla forza della sua democrazia

di Roger Cohen

Dopo la tragedia di Katyn la Polonia ha dimostrato di essere una vera democrazia, stabile e pacifica. Il dissidente di Solidarnosc Adam Michnik la racconta al New York Times.

L’Obamacare, o dello statalismo demagogico

di Oscar Giannino

L’entusiasmo dei media più ancora che della sinistra italiana per l’Obamacare mostra due cose. Non conoscono la riforma, o fanno finta di non conoscerla. Brindano solo alla politica padrona.

Gli Usa e Israele sono ai ferri corti perché il "processo di pace" è fallito

di Roberto Santoro

A guardare come sono andate le cose negli ultimi giorni tra Israele e gli Stati Uniti, si può dire che il processo di pace iniziato a Oslo nel 1993 è morto e sepolto. Lo stato ebraico ne esce indebolito sul piano internazionale, ma Netanyahu va avanti lo stesso.

Con Allawi e al Maliki vince l'Iraq più laico e democratico

di Carlo Panella

Il testa a testa in tutte le province sciite tra Nuri al Maliki e Iyyad Allawi, così come la netta affermazione di Maliki a Baghdad, ci consegnano la realtà di un Iraq in cui vincono le formazioni che in nome del laicismo hanno abbandonato l’appartenenza confessionale.

Obama e il "regime change" in Iran. Yes We Can

di William Kristol

Obama vuole ottenere un risultato che è sfuggito al suo predecessore? Favorisca il “regime change” in Iran.