Pubblichiamo una breve introduzione del saggio L'economia italiana dal Risorgimento a oggi, di Francesco Forte (Cantagalli, 2011). A corredo, la recensione del volume, a firma Edoardo Ferrazzani.
Un dossier dove raccogliamo tutti gli articoli della serie "capire la crisi", tratti da importanti testate straniere e tradotti nelle pagine del quotidiano on-line l'Occidentale.
Dopo diversi anni in cui si è assistito a un brillante processo di evoluzione e sviluppo del mercato delle comunicazioni mobili, che ha portato il nostro Paese su livelli massimi di penetrazione nel contesto europeo, il mercato italiano vede oggi un’importante fase di declino del proprio valore economico.
La partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese rappresenta uno dei capitoli del tema generale della democrazia economica. Ma la democrazia economica costituisce un filone di riflessione, storicamente guardato con grande sospetto sia dalla cultura socialista che da quella liberale.
Le imprese italiane non hanno approfittato, se non in minima parte, delle opportunità economiche offerte dal web. Ma qualcosa sta cambiando.
Un'analisi comparata della tassazione nei Paesi Ocse, dove tra le altre cose scopriamo che gli Usa tassano meno i redditi da lavoro. Ma tutto questo potrebbe mutare se venisse approvato il piano fiscale previsto dal Presidente Obama.
"Profitto, sterco del diavolo? Capitalismo e dottrina sociale della Chiesa a confronto". Sabato 9 ottobre 2010, l'appuntamento annuale di Magna Carta con "Gli Incontri di Norcia".
Sulle comunicazioni indesiderate a scopo di commercializzazione diretta, l'Ue aveva rimesso agli Stati membri la scelta delle misure da adottare. L'ordinamento italiano non ha ancora chiarito del tutto la questione. Leggi anche: Nuove Reti. Chi le vuole e chi no.
La nostra Costituzione economica andrebbe riformata. Per farlo occorre che le norme, le istituzioni, la pubblica amministrazione siano efficaci ed efficienti quanto, se non più, di quelli vigenti nei Paesi concorrenti.
Si potrebbe dire che le potenze emergenti sono già emerse, e fino a quando in Cina i sindacati saranno un miraggio la competizione tra i mercati mondiali sarà sfavorevole alle potenze occidentali. Ma la globalizzazione è fatta di luci e di ombre. L’importante e stabilire quali sono le luci per non precipitare nel buio.
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